Sono già fermo con questo blog appena partito. Pare incredibile ma è così. Il motivo però c’è, ovvero sto perdendo parecchio tempo dietro un’altra cosa. Sto gettando le basi. Le sto appuntando mentalmente e su carta. Sì, nel 2010, le basi, gli schemi, vanno su carta. So già che con ogni probabilità non riuscirò mai a portare a termine questo progetto. Ma se ci riuscirò, venisse fuori anche un orribile pastrocchio tanto barocco quanto inconcludente, sarà senza ombra di dubbio la cosa più ambiziosa che abbia mai fatto in vita mia.
Nomen Omen
Posted: 19 ottobre 2010 in Attualità, Cultura, Fantascienza, Fantasy, Gossip, Moda, Psicologia, Pubblicità, TelevisioneEtichette: 300, Alfabeto, Animali, Auditel, Biciclette, Birikkini, Braccialetti, Cagnolini, Collezionabili, Collezionisti, Costo, Exogini, Fabrizio Corona, Fashion, Gattini, Grande Fratello 11, Lapo Elkann, Manine, marketing, Misteriosi Alieni, Nomen Omen, Panini, Polli, Pornoattrici, Profitto, Roba Fighissima, Robot, Scarpe, Sgorbi, Share, Shokky, Shokky Bandz, Silicone, Teleminchiate, Veicoli
Sarò più breve del solito, l’argomento non merita troppe parole.
La gente si lamenta delle esternazioni del Lapo Elkann di turno, o delle gradassate di Fabrizio Corona, o di come agiscono o non agiscono i nostri politici. Tutti a dire che dovremmo avere una televisione più intelligente, che dovremmo essere stimolati ed invogliati a cercare qualcosa di culturalmente più elevato.

Qualcosa di Culturalmente Elevato
Poi però si vanno a vedere ad esempio i dati di ascolto della prima puntata del Grande Fratello 11, che ti stampa un bel 27,06% di share (ovvero più di una televisione su quattro sintonizzata su questa trasmissione) con 5.906.000 e rotti spettatori collegati, praticamente 2 milioni in meno di quanti votarono PD alle ultime europee. Ora non voglio stare ad indagare perché quasi 6 milioni di persone secondo l’auditel (quindi dati opinabili e criticabili al massimo, vedasi questo primo link beccato a caso al riguardo, ma si fa per ragionare) si siano messe a vedere questo programma (svago, scazzo, noia, la tipica sindrome del “guardo quanto in basso si può arrivare”, etc) ma proprio il fatto che lo abbiano guardato. Per settimane, mesi, anni, sempre a dire che certi programmi sono per minus habens, che fanno schifo, ribrezzo… e poi di nuovo record di ascolti, vittoria del primato dello share serale, e via così. Siamo veramente strani. Per la cronaca, ieri avevo la TV spenta.
Siamo forse attratti dalle cose stupide, inutili, banali? Difficile dare una risposta. L’offerta è quella che è, e quando è servita bene, infiocchettata a dovere, saremmo capaci di acquistare qualsiasi cosa. Ad esempio i fantomatici Shokky Bandz. Cosa sono gli Shokky Bandz? Secondo la pubblicità che li presenta sono una roba fighissima, ampiamente fruibile in qualsiasi edicola come fossero le vecchie figurine, colorati, vari, simpatici.
In pratica sono braccialetti di silicone dalle forme e dai colori più vari (anche fosforescenti!), fashion e disponibili a basso, bassissimo costo. Sono riconducibili a varie serie tematiche (lettere dell’alfabeto, animali dello zoo, veicoli, biciclette, gattini, scarpe, cagnolini, birikkini, robot, manine, pornoattrici… no, queste no) e hanno la particolarità di tornare sempre alla forma originaria se questa viene distorta o cambiata per qualsiasi motivo.

Indossare falsi Bandz e imitazioni fa molto SFIGGHY!
Ogni braccialetto è vettore significante di un particolare significato, messaggio per tutti gli altri “dentro” il mondo Shokky Bandz. Questo ne aumenta l’effetto “droga” dato che sono collezionabili e scambiabili con gli altri collezionisti. Non mancano le star che se ne fanno promotori/trici, e via di marketing per spennare i polli di turno col massimo rendimento della formula basso-costo – alta vendita. Dove c’è profitto poi non mancano, come giustamente (anche se con toni opinabili) ci dicono sul sito ufficiale di ‘sti sgorbi, gli imitatori che chissà come realizzano i braccialetti tarocchi dato che li fanno pagare 0.99 € contro un prezzo degli originali di 1.99 €.

Un acquirente inconsapevole di Shokky Bandz si ribella! Lui non è un pollo, compra gli originali 100% silicone!

Non è una pipa, e gli acquirenti degli Shokky non sono polli.
Tornando per concludere al discorso precedente: cosa ci può essere di fashion in semplicissimi braccialetti di silicone? Nulla, e mai come in questo caso la formula latina nomen omen descrive appieno la situazione. Voglio dire, mica si chiameranno Shokky per caso…
Precisazione: anche io come tutti, e come sicuramente altri che forse stanno leggendo queste parole ho collezionato da bambino qualcosa oltre alle immancabili figurine PANINI (e non). Ma converrete con me che gli Exogini, di cui potete vedere sotto un video e a cui è dedicato un bel sito, erano di tutt’altro livello. Non saranno stati fighi, fashion, cool o quant’altro, ma stimolavano indubbiamente di più la fantasia di semplici formine stilizzate del cazzo quali ‘sti sgorbi deformabili che colorano i polsi dei bambini e delle bambine di tutto il mondo.
Come si nota già la pubblicità era di tutt’altro livello, sotto potete vedere un altro bel video basato sul trailer del film 300 su nostri “misteriosi alieni”.
Qui potete vedere rispettivamente la prima serie (indubbiamente la migliore e più originale), la seconda serie (la serie ninja, che nonostante le critiche a me piacque molto). Se vedete nel sito di rimando ai link era presente una terza serie, ben diversa dalle prime due, di cui non avevo neppure un esemplare. Il mio preferito comunque lo potete vedere qui sotto… Si chiamava Nemesi, ed era sempre il capo designato di tutti gli altri, questo per lo sguardo fiero e il portamento sicuro che ne facevano, per la mia mente di bambino, un boss.
Alla ricerca delle Fonti Perdute
Posted: 14 ottobre 2010 in Attualità, Falsità, Fantascienza, Fantasy, Gossip, Lammerda, Psicologia, Pubblicità, Religione, Scienza, VeritàEtichette: 11 settembre 2001, 2012, alimenti confezionati, Apparizioni Mariane, Attenzine Selettiva, Baldassarre, Bambini Africa, Bergonzoni, Braccialetti, Braccio Di Ferro, bufala, bufale, Cioccolato, codacons, Controinformazione, cospirazionismo, culi, dieta, effetto placebo, Fabrizio Corona, faccine, Ferro, Fiorentina, fonti, Francesco Salvi, Gemelli Eterozigoti, Google, Huxley, Internet, latte scaduto, Legumi, Lele Mora, Louis Vuitton, Madonna, marketing, Marte, Mentos, Nina Moric, Nino Frassica, paranoie, Pareidolia, Power Balance, Preservativi, Re Magi, seghe mentali, Spinaci, Tampax, tetra pak, uomo mai stato sulla luna
La controinformazione spesso crea più danni della grandine. Può sembrare un’affermazione azzardata, ma è un’ opinione che è fortemente comprovata da fatti concreti e soprattutto dimostrabili.
Sì, provati. Provati perché chiunque può sostenere su internet qualsiasi tesi.
Alcuni esempi:
1 Lele Mora ha comprato auto, regalato un appartamento e avuto una relazione con Fabrizio Corona.

Fabrizio Corona e Lele Mora. In mezzo Nina Moric dopo la sua seconda operazione dal chirurgo plastico.
2 Francesco Salvi e Nino Frassica sono gemelli eterozigoti.
Qui sopra il nuovo orribile singolo di Francesco Salvi.
3 Il Power Balance al suo interno ha una sorta di ologramma realizzato con alcuni metalli che cambiando la frequenza del nostro campo magnetico ci rende più equilibrati e reattivi.

Il Power Balance in tutto il suo splendore!
4 Gli spinaci sono ricchi di ferro.

Gli spinaci sono una vera miniera di ferro!?
5 E’ apparsa la madonna su un ferro da stiro, la così detta Madonna Rowenta (dalla marca dell’ utile strumento amico delle camicie).

si ringrazia il Ferrini di Facebook per l'immagine.
Non ci crederete ma solo una tra queste affermazioni non è assolutamente falsa e senza fonti credibili di riferimento. Le altre sono verosimili, credibili, ma senza prove e senza fonti che ne sostengano la veridicità. E no, l’affermazione che non è una bufala non è quella che pensate voi perché gli spinaci contengono ferro, ma non ne sono ricchi, non almeno rispetto ad altri alimenti. Ma ci torneremo dopo. Partiamo dal punto 1.
Il punto 1 riguarda Lele Mora e il suo rapporto con Fabrizio Corona. Qui di fonti da cui appurare la veridicità della notizia ne abbiamo in abbondanza (e la fonte primaria sono le dichiarazioni rilasciate ai Pubblici Ministeri nell’ambito dell’inchiesta relativa al crac della Corona’s srl), per qualche giorno ne hanno parlato tutti anche se in un mondo ideale di questa notizia non dovrebbe importare niente a nessuno. Se ne è comunque parlato e tanto e quella semplice frase non è altro che la sintesi delle dichiarazioni del famoso manager panzone.

Immagine storica: il primo incontro tra Fabrizio Corona e il mago pancione Lele Mora. Si noti il borsellino di Louis Vuitton.
Ovviamente ci sono anche le fonti di natura contraria, che fanno riferimento alle dichiarazioni, e alle smentite varie, di Fabrizio Corona e alle precisazioni successive dello stesso Mora che ha ridefinito la sua relazione col pregiudicato e multi tatuato come semplice, casto, puro, amore platonico.

Il tipico casto, puro, amore platonico di Lele Mora. In primo piano Nina Moric dopo la sua terza operazione dal chirurgo plastico.
Il punto 2 è quello dalla spiegazione più semplice. Basta prendere google, virgolettare la frase “Francesco Salvi e Nino Frassica sono gemelli eterozigoti”, cercarla, e rendersi conto che darà un solo risultato, ovvero questo blog. Senza virgolettare, escluso questo blog, i risultati si conteranno sulle dita di una mano.
Attenzione: questo non prova che i due comici non siano gemelli eterozigoti, semplicemente non c’è nessuna fonte a provare questa tesi, nemmeno una fonte indiretta, ipotetica. Niente. Solo un collegamento che vede il loro ironico coinvolgimento in questo post.
In ogni caso, nel giocare con la lingua italiana e le sue infinite possibilità, Bergonzoni è per chi scrive infinite volte superiore ai due. Questo giusto per la precisione (cit.).
Il punto 3. Il Power Balance. Qui partiamo da un concetto indimostrabile, soggettivo, razzista: spesso tutto quello che viene preceduto e definito dalla parola inglese “power” finisce con l’adeguarsi, adagiarsi, ammorbarsi al concetto riassumibile dalla parola italiana: Lammerda. Capirete che, in questo caso, le possibilità linguistiche italiane sono nettamente superiori a quelle della lingua d’albione (e se ancora avete dubbi riguardatevi il video di Bergonzoni qui sopra). Una parola però non può bastare a definire come “lammerda” un intero concetto e soprattutto non giustifica il definirlo come bufala (mediatica?) bella e buona. Il Power Balance era infatti sorretto da una ottima campagna pubblicitaria e da ottimi venditori per cui sia per l’effetto placebo, sia per vere e proprie tecniche atte a sbilanciare la postura i più creduloni si sono subito bevuti le spiegazioni pseudo-scientifiche e hanno creduto ai benefici di quest’oggetto miracoloso. Dove le spiegazioni venivano meno subentrava una vera e propria questione di fede, sorretta anche dal fatto di dover giustificare/si l’incauto acquisto.

Esempio di Incauto Acquisto. No, non il cane. La palla.
Acquisto ovviamente originale, perchè quello dei vu-cumprà a 8 euro non c’avrebbe l’ologramma “scolpito” e non funziona (un po’ come dire che con le scarpe comprate dai cinesi non ci si può camminare o che nelle borse del maruga di turno non si possano infilare tampax, preservativi e mentos come in una borsa di Louis Vuitton originale).
Il Power Balance è uno splendido esempio di marketing virale, è il compimento massimo dell’impresa di vendere un frigorifero agli eschimesi, o se preferite una battuta di pessimo gusto… vendere (e sottolineerei la parola “vendere” in questo contesto) una mosca ad un bimbo africano denutrito.
Un braccialetto di silicone con dentro impresso un ologramma di plastica non può dare benefici di nessun tipo, se non come effetto placebo. Durante le prove qualsiasi persona non allenata può essere sbilanciata, ma allo stesso modo l’essere umano, portato ad imparare, adattarsi, e reagire agli stimoli esterni, in una seconda prova riesce comunque, braccialetto o meno, a non essere sbilanciato, perché conosce già l’esperienza, la prova che lo attende. Qui tutto il concetto è spiegato in termini chiari ed esaustivi da un esperto del settore.
Il punto 4 ovvero è tutta colpa di Braccio Di Ferro.
No, il povero marinaio con la mascella storta non c’entra, perché la leggenda degli spinaci ricchissimi di ferro nasce prima di lui da un semplice (quanto grave) errore del fisiologo svizzero Gustav von Bunge che misurò il ferro negli spinaci, ma non in quelli freschi, bensì in quelli secchi, privati quindi di un buon 90% di acqua che avrebbe diluito e conseguentemente abbassato l’altissimo valore di ferro misurato, ovvero 34 mg. per 100 grammi. In realtà il vero valore è di 3,4 mg. per 100 grammi che fa risultare gli spinaci come alimento assolutamente nella norma, nemmeno primo tra gli ortaggi e ben distante dai vari ceci (6,24), fagioli (5,00), lenticchie (7,54), coscia di pollo (6,25) vongole (13,98), cioccolato fondente amaro (17,4) e soprattutto il miracoloso fegato d’oca che detiene il primato con 30,53. Quindi se avete carenza di ferro fatevi un bel piatto di pastasciutta alle vongole, seguito da una coscia di pollo con un bel contorno di legumi… e per finire cioccolato fondente in quantità! (fonte)

Nanni Moretti era anemico. Era.
Il punto 5 si ricollega, paradossalmente, al Power Balance. In estrema sintesi: se la gente percepisce benefici non quantificabili scientificamente, non misurabili, dall’effetto placebo di un braccialetto di silicone con impresso un ologramma di plastica, quasi come fosse un atto di fede, a maggior ragione chiunque può sostenere di vedere immagini della madonna e/o apparizioni mariane nei modi e nei tempi più assurdi. Questo non nasce però dal divino o dall’ultraterreno che cerca di mettersi in contatto con noi manifestandosi al nostro sguardo privilegiato tra i tanti, ma nasce come sempre dal nostro cervello. E’ un fenomeno che si chiama pareidolia, cioè la tendenza di cercare schemi ordinati, familiari e riconducibili alle nostre conoscenze nel disordine. Per fare un esempio stupido è quello che facciamo quando “vediamo” capre, pecore, cani, gatti, astronavi, giocatori della Fiorentina, donne nude con le tette grosse osservando le forme delle nuvole in cielo.

Qui è evidente l'immagine di una donna nuda. Almeno, io ce la vedo.
Oppure quando dall’estrema sintesi di questi segni : – ) letti su un cellulare il nostro cervello li interpreta come una faccia sorridente.
Alcuni Esempi di pareidolia:

Un'anonima collina su Marte con qualche anonimo cratere attorno.

Un altro anonimo cratere su Marte

Un rubinetto. Che altro?

Alta pressione. Altissima.
Inoltre queste apparizioni si manifestano con frequenza e non raramente per il fenomeno dell’attenzione selettiva. Anche qui, per semplificare, basta pensare a quando state per comprare un certo modello come nuova auto. Come per magia cominciate a veder spuntare da ogni via e a trovare parcheggiata ovunque proprio l’auto che state per prendere e questo perché, semplicemente, ci state pensando e quindi la vostra mente è attratta da quel modello più che da tutti gli altri. Mi piace pensare che se non fosse così oltre ad apparizioni della madonna potremmo vedere apparizioni di Giuseppe, di Melchiorre, di Gaspare, e, perché no, persino di quel simpatico negretto (per l’iconografia classica) di Baldassarre.
Se nel video sottostante vedete una vagina nella lingua di questa tartaruga non preoccupatevi, è l’unione di pareidolia più attenzione selettiva dovuta al mio indirizzamento a farvi vedere quello che non è.
Per vari esempi illustri ed ulteriori spiegazioni vi rimando a questo ottimo e famoso sito, dove potrete ammirare madonne di tutti i tipi (sempre che proprio ce le vogliate vedere).
In definitiva su internet e nel mondo si possono sostenere le tesi più assurde e controverse e questa sagra della bufala si può dividere in due macro-categorie:
La bufala fantasy e la bufala di fantascienza.
Esattamente come nella classica divisione tra fantasy e fantascienza, la prima categoria si basa su fonti assolutamente non scientifiche, fideistiche, irrazionali, o addirittura si presenta senza alcun tipo di fonte rintracciabile o verificabile, mentre alla seconda categoria appartengono le più dure da estirpare, le bufale verosimili, motivate, argomentate, da cui nascono, crescono e prosperano spesso le più grandi credenze e battaglie del cospirazionismo più bieco (11 settembre 2001, uomo che non è mai stato sulla luna, 2012, etc etc etc). Un altro discorso, accettabile e ragionevole è che ci possa essere qualcosa che non c’è stato raccontato in maniera chiara e veritiera al cento per cento. Nascosto tra l’overdose di informazioni e il relativo stordimento che ogni giorno ci bombarda di notizie futili, inutili e stupide che manco Huxley poteva arrivare ad immaginare, qualcosa di distorto, ogni tanto, può filtrare. Da qui a bersi di tutto senza nemmeno degnarsi di verificare le fonti (cosa che con internet ed un motore di ricerca porta via meno di un minuto) però ce ne passa.

Idrauliche. Loro verificano le fonti, e tu?
Proprio per questo è nata questa riflessione, perché anche oggi 14 ottobre 2010 sono incappato nell’ennesima bufala controllata, verificata e smascherata in tempo zero, ovvero quella del latte scaduto e ribollito che recita:
Il latte scaduto non venduto è mandato di nuovo al produttore che PER LEGGE può eseguire di nuovo il processo di pastorizzazione a 190 gradi e rimetterlo sul mercato.
Questo processo PER LEGGE può essere eseguito fino a 5 VOLTE.
Il produttore è obbligato a indicare quante volte è stato eseguito il processo, e, in effetti, lo indica, ma a modo tutto suo, nel senso che chi si è mai accorto che il latte che sta bevendo è scaduto e ribollito chissà quante volte?
Il segreto è guardare sotto il tetrabrick e osservare i numerini.
Ci sono dei numeri 12345. Il numero che manca indica quante volte è scaduto e poi ribollito il latte.
ES: 12 45 manca il “tre”: scaduto e ribollito 3 volte.
Ma non finisce qui, perché in uno scatolo da 12 buste ci saranno alcune buste dove manca il numero e altre dove ci saranno tutti i numeri. Attenzione tutto lo scatolone avrà ricevuto questo trattamento. In questo modo le aziende si arricchiscono, riciclando, di fatto, il latte scaduto, e chi ne paga le conseguenze, siamo noi che, di fatto, beviamo acqua sporca.
DIFFONDETE
Troppo stupida per essere vera, con un semplice controllo si finisce sul sito del Codacons e poi su quello del Tetrapak per apprendere la verità, ovvero che quella scritta è relativa alle bobine di stampa dei contenitori per una questione di rintracciabilità del prodotto.
I contenitori Tetra Pak, durante la produzione sono stampati su bobine-madri di carta larghe circa 1,5 metri che successivamente vengono tagliate, a seconda dei formati, in 5 o 6 rotoli pronti per il confezionamento.
Per assicurare la rintracciabilitá del materiale di imballaggio, i contenitori che costituiscono queste bobine vengono contraddistinti, con intervalli regolari e in modo sequenziale, con i relativi numeri da 1 a 5 o 6 a prescindere dal prodotto contenuto (latte, succhi, vino, etc.).
Questo é il motivo per cui sul fondo delle confezioni possono essere presenti questi numeri di identificazione che nulla hanno a che fare con gli alimenti confezionati.
A meno di non essere amanti delle paranoie e delle seghe mentali di altissimo livello, prendendo tutto per buono sempre e comunque, è necessario quindi controllare sempre le fonti, ragionare con la propria testa, e non fidarsi mai di chi spaccia per Verità anche la più stupida delle Falsità.
Prossimamente (a breve) parleremo di:
- The Invention Of Lying
- Religiolus – Vedere Per Credere
- Una persona che non c’è più
- Un’altra persona che non c’è più
- Varie ed eventuali
Stay Tuned, come dicono in un’altra lingua.
E’ con piacere che apro questo nuovo blog presso la piattaforma di WordPress.com.
Qui, per dirla in breve, perderemo tempo nel parlavi di questioni e faccende tanto leggere e disimpegnate quanto necessarie e doverose.
E saremo lieti se perderete tempo anche voi nel leggerci quando v’intratterremo disquisendo di musica, cinema, arte, tecnologia, videogames e quant’altro può svagare, allietare, scazzare (sì, avete letto bene e mai terminsarà più appropriato) il qui presente scrittore e i lettori, distratti, interessati, stanchi, annoiati, critici, depressi, appassionati…
Ah, scusate il plurale maiestatis, a scrivervi è una persona sola. Forse.











